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L'assalto ai due furgoni portavalori sulla Variante Aurelia, all'uscita della galleria sud di San Vincenzo, in Toscana, ha scosso profondamente le forze dell'ordine e riacceso l'attenzione su un modus operandi particolarmente sofisticato, e che come protagonista potrebbe avere un commando di assalitori provenienti dalla Sardegna. Le indagini sono in corso, ma le immagini video e la parlata di alcuni componenti sembrano indirizzare le ricerche verso un'origine isolana del gruppo responsabile.
Giancarlo Dionisi, prefetto di Livorno da luglio, ma con un passato da rappresentante del Governo a Nuoro per 18 mesi, ha immediatamente collegato l'episodio a quanto già vissuto durante la sua esperienza in Sardegna.
"Il pensiero subito al mio periodo sardo"
"Sì - racconta Dionisi - devo dire che il pensiero è andato subito al mio periodo sardo, quando dopo l'assalto al furgone portavalori sulla statale 131 istituimmo una task force e poi realizzammo un protocollo molto importante con le società di vigilanza, che almeno nel periodo in cui sono stato io lì ha dato i suoi frutti. Credo che anche a Livorno - annuncia il prefetto - proporrò la stessa cosa, perché credo che la comunicazione possa essere decisiva per preparare ogni trasporto. L'obiettivo è rafforzare la cooperazione e soprattutto migliorare la comunicazione tra tutti i soggetti coinvolti, affinché ogni trasporto di valori sia adeguatamente pianificato, monitorato e accompagnato dalle necessarie misure di sicurezza".
Oltre a un protocollo specifico per la sicurezza dei trasporti di valore, il prefetto ha in mente un'altra proposta innovativa: l'uso di droni per il monitoraggio delle tratte più sensibili.
"Un'altra proposta che farò qui a Livorno è quella dei droni, uno strumento efficace ed economico - sottolinea il prefetto - che ci consente di fare deterrenza e allo stesso tempo di monitorare il percorso e di dare alle forze di polizia strumenti conoscitivi immediati ed efficaci".
Dietro questi atti "strutture criminali organizzate"
Le indagini sull'assalto proseguono e sono affidate alle forze dell'ordine e alla magistratura, chiamate a fare chiarezza su un crimine che potrebbe non essere isolato.
"Le indagini sono naturalmente in corso e sono affidate, come è giusto che sia, alle forze di polizia e alla magistratura, verso cui nutro la massima fiducia. È importante sottolineare - conclude Dionisi - che simili atti non sono isolati: spesso dietro questi crimini si celano strategie complesse, potenzialmente collegate a strutture criminali organizzate, anche di stampo mafioso, con ramificazioni che travalicano i confini provinciali e regionali".
L'episodio della Variante Aurelia conferma la necessità di strategie di sicurezza sempre più sofisticate per contrastare una criminalità che agisce con metodi altamente organizzati e che potrebbe avere collegamenti ben oltre i confini toscani.