Paolo Durzu e Manola Mascia, 33 anni lui, 29 lei, erano una coppia affiatata, come li ricordano amici e familiari: uniti da anni, complici nella quotidianità e nei sogni.

Secondo quanto ricostruito finora, martedì scorso, 18 marzo, erano usciti per un pranzo insieme, come chissà quante altre volte prima. Poi il silenzio. I telefoni muti, i messaggi senza risposta. E l’ansia crescente che ha unito due famiglie in un’unica angoscia.

Il destino li ha portati sulla scogliera di Cala Fighera, dove presumibilmente tra la sera di martedì 18 e la mattina di mercoledì 19 marzo, Paolo e Manola hanno perso la vita, precipitando in mare da un tratto impervio e interdetto via terra del promontorio della Sella del Diavolo.

Un tragico incidente. È questa la pista seguita dagli inquirenti della Squadra mobile di Cagliari, coordinati da Davide Carboni, e confermata dall’esito dell’autopsia svolta dal medico legale Roberto Demontis. Entrambi i corpi presentano ferite compatibili con una caduta violenta dalla scogliera, e non emergerebbero elementi che facciano pensare ad altro.

La prima a essere ritrovata è stata Manola, il 19 marzo, grazie alla segnalazione di un escursionista. Il suo corpo galleggiava in mare, vicino alla costa, ed è stato recuperato da una motovedetta della Capitaneria. Il giorno successivo, il triste epilogo: anche Paolo è stato ritrovato, dopo ore di ricerche.

Secondo quanto emerge, non c’erano conflitti tra loro, né ombre nelle loro vite, nessuna avvisaglia, nessun segnale. Solo due giovani che si amavano e che, probabilmente, si sono trovati nel posto sbagliato, in un momento sbagliato.

Le salme verranno restituite oggi alle famiglie, che si preparano a dare l’ultimo saluto ai due giovani uniti nella vita e nella morte.