Sono parole di amarezza quelle espresse dal sindaco di Desulo Gian Cristian Melis in seguito all'analisi dell'assalto ai portavalori avvenuto in provincia di Livorno la scorsa settimana e pubblicata sul canale YouTube di Roberto Saviano.

Il giornalista e scrittore napoletano, celebre per la sua lotta alla camorra e alla criminalità organizzata in generale, ha ricostruito la vicenda facendo riferimento alle bande armate della criminalità sarda e citando in particolari Sassari e Desulo come aree di provenienza dei rapinatori.

«SI VUOLE COSTRUIRE IL CASO»

«È una situazione estremamente spiacevole - commenta Melis intervistato da Sardegna Live -, perché Saviano fa riferimento a due centri specifici, Desulo e Sassari, come luoghi di provenienza degli assaltatori dei furgoni blindati in provincia di Livorno. Ora, due sono le cose, o l'autore del video è stato imbeccato dagli inquirenti, e sarebbe una cosa gravissima, o altrimenti lui ha utilizzato vicende precedenti per costruire il caso. Mi riferisco ai fatti avvenuti tra il 2019 e il 2020, quando effettivamente alcuni cittadini di Desulo furono coinvolti nelle indagini sugli assalti avvenuti in Sardegna».

«Ritengo che quello di Saviano sia stata un grave errore sia sotto il profilo giornalistico, ma anche sotto il profilo dell'abuso di utilizzo dei social, perché additare una comunità e dire "I rapinatori sono arrivati da Desulo" senza fornire degli elementi, avviando quindi un processo social dove poi non c'è anche la possibilità di contraddittorio, è grave».

«SI SPARA NEL MUCCHIO»

«È vero, Desulo ha avuto un passato abbastanza turbolento - ricorda il sindaco di Desulo - ci sono state delle persone condannate per questi fatti. Poi, se vogliamo entrare nel merito, anche in quella vicenda processuale sono stati tutti condannati per dei tentativi, nessun colpo è andato a segno e qualcuno è stato anche assolto. Ma vogliamo creare per forza il caso? Vogliamo creare un polo criminale in un paese della Barbagia che faticosamente va avanti fra mille difficoltà? Più che la rabbia prevale l'amarezza, perché ce lo si può aspettare dall'utente social di turno, ma non da una persona di grande intelligenza come Roberto Saviano».

«Siamo stati catapultati in pasto ai social da una persona molto seguita, che ha fatto inchieste giornalistiche importanti ma stavolta ha commesso un grave errore di semplificazione sparando nel mucchio e individuando intere comunità».

«L'additamento di Sassari, se possibile, è ancor più vergognoso, visto che l'unica colpa della città è il fatto che nel Sassarese sono avvenuti i colpi più eclatanti. Non mi aspetto scuse, vorrei soltanto che una persona di quel livello riflettesse un attimo prima di abusare dei social».

«SOLIDARIETÀ DEL TERRITORIO»

«I miei compaesani - ancora il primo cittadino Melis - sono rimasti di stucco nell'ascoltare le parole di Saviano. Numerosi amici amministratori dei paesi vicini mi hanno contattato sorpresi da quello che è parso quasi come un attacco diretto».

«Le ricostruzioni del giornalista sull'evoluzione della criminalità fornite nel video sono anche pregevoli, ma poi si è andato oltre in maniera avvilente. Poi non si dica che i sardi sono permalosi. Come bisogna reagire quando si vieni additati come centro criminale che rapina i blindati, investe in cocaina e affari poco puliti, ha contatti con la criminalità campana pugliese e quanto di altro? Perché questo è il quadro che emerge».

«Il signor Saviano si è informato male, sono proprio dispiaciuto e mi dispiace soprattutto notare il silenzio da parte di tanti mentre veniamo passati al tritacarne».