"Dopo aver caricato un video dove analizzavo la rapina avvenuta contro i portavalori a Livorno, probabilmente a opera di organizzazioni sarde, mi sono arrivati commenti tipici. È successo anche in Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Lombardia... 'Come ti permetti di parlare male dei sardi?'. Innanzitutto, occuparsi di criminalità organizzata, in questo caso sarda, non significa parlar male di un territorio. Al contrario, illuminare il problema di un territorio, essere semmai leale verso di esso". A distanza di 24 ore dal video che ha scatenato il polverone sulla vicenda dell'assalto ai portavalori sull'Aurelia, legato alle presunte bande criminali sarde, Roberto Saviano torna sull'argomento, ribadendo, anzi, rafforzando i concetti espressi in precedenza.

"Basta omertà, bisogna raccontare il problema"

"Cosa dovrei fare? Non dire che sono bande sarde? Parlare di 'Ndrangheta e non dire che è calabrese? Parlare del riciclaggio della Mafia a Milano e non dire che c'entrano i lombardi e i milanesi? Che forma di omertà nazionalistica è? Ogni volta che si parla di crimine - la Sardegna gronda crimine - invece di dire 'Non parlare', quindi intimidire verso l'omertà, si usa furbescamente 'Non diffamare!', 'parla del mare azzurro', 'parla della caciotta', 'parla dell'arte che abbiamo', ma che c'entra? Bisogna raccontare un problema gigantesco", prosegue lo scrittore.

Saviano cita Patronaggio: "Sentite cosa diceva nel 2024"

Saviano ripropone le parole del procuratore di Cagliari: "Sentite cosa dice nel 2024 Luigi Patronaggio, procuratore generale di Cagliari: 'Il fenomeno delle rapine non riguarda solo Sassari, ma investe tutta la Sardegna. È un fenomeno che presenta alcune anologie con i vecchi sequestri di persona. Questo è un fenomeno che mette a repentaglio la sicurezza pubblica, l'incolumità pubblica, e ha dei connotati eversivi e antistatali', lo dice un procuratore. Ma qual è la furbizia? Siccome la Sardegna - mi riferisco a quella criminale - è riuscita, dopo la stagione dei sequestri a togliere ogni attenzione da sé, quando qualcuno accende ecco il riflesso condizionato. Eppure sono decenni che le organizzazioni sarde rapinano i portavalori. Sono decenni che riciclano i soldi nella cocaina, e lo ribadisco: la Sardegna produce crimine, non mafie".

Appello: "Diffidate da chi finge di difendere il proprio territorio"

Conclude rivolgendosi ai suoi follower: "Diffidate da coloro che fingono di difendere la propria regione, il proprio territorio. Come è pensabile che esistano ancora, in questo delirante mondo, persone che credono che raccontare il crimine di un territorio sia diffamare, e non salvare, quel territorio?".

Melis (sindaco Desulo): "Grave errore di Saviano. Situazione spiacevole"

Nel pomeriggio il sindaco di Desulo, Gian Cristian Melis, ineterpellato da Sardegna Live aveva espresso "amarezza" per le parole di Roberto Saviano: "È una situazione estremamente spiacevole - ha commentato - perché Saviano fa riferimento a due centri specifici, Desulo e Sassari, come luoghi di provenienza degli assaltatori dei furgoni blindati in provincia di Livorno".

Poi ne aveva bocciato il modus operandi: "Ritengo che quello di Saviano sia stato un grave errore, sia sotto il profilo giornalistico, ma anche sotto il profilo dell'abuso di utilizzo dei social, perché additare una comunità e dire "I rapinatori sono arrivati da Desulo" senza fornire degli elementi, avviando quindi un processo social dove poi non c'è anche la possibilità di contraddittorio, è grave".

Non solo critiche: ondata di apprezzamenti sui social

Se da un lato le parole di Saviano hanno scatenato l'ira di cittadini, amministratori ed esponenti politici, dall'altro, sotto i post del romanziere centinaia di commenti (tanti di abitanti dell'Isola) a suo sostegno. "Era chiarissimo a cosa ti riferissi, da sardo non mi sento offeso", commenta un utente. "Noi sardi onesti vogliamo fuori il crimine", gli fa eco un'altra. "In Sardegna c'è un sacco di omertà e mentalità mafiosa", denuncia ancora un follower isolano. E così tanti altri seguaci.

Proprio Saviano, oggi, aveva condiviso la riflessione di un noto utente sardo, l'influencer Danilo Contu, in arte 'Perché io contu', conosciuto nel territorio regionale, e non solo, per i suoi divertenti video in lingua sarda. "Vorrei sapere esattamente cosa avrebbe detto di così scandaloso Roberto Saviano", così esordisce il content creator nel video condiviso sui social. "Risposta perfetta", ha commentato lo scrittore campano repostando e ringraziandolo pubblicamente.