Da oltre mezzo secolo, il falco pescatore non faceva più nido sull'isola di Tavolara. Tuttavia, a marzo, durante un'attività di monitoraggio, il personale dell'Area Marina Protetta ha individuato due coppie di questi eleganti rapaci. Scelgono di stabilirsi in zone sottoposte a rigorose misure di tutela ambientale, come la zona A e i dintorni della base militare di Punta Timone, per garantire una minima interferenza umana e consentire alla natura di seguire il suo corso.

Una delle coppie ha addirittura adottato un nido artificiale installato anni prima grazie a una collaborazione tra l'Area Marina e il Parco Regionale della Corsica, inizialmente promossa dal comune di San Teodoro tramite l'Associazione Icimar. Questi nuovi nidi confermano l'efficacia delle misure di protezione all'interno dell'Area Marina Protetta "Tavolara-Punta Coda cavallo" e si inseriscono in un contesto regionale in cui da tempo la specie nidifica anche nel parco naturale regionale di Porto Conte - area marina protetta di Capo Caccia - Isola Piana, grazie al supporto e alle politiche dell'assessorato regionale Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna.

Anche il parco della Maremma, in collaborazione con il parco regionale della Corsica, si impegna a riportare la specie nelle sue storiche zone di nidificazione, utilizzando anelli di riconoscimento e tecnologia Gps per seguire gli spostamenti degli individui nel tempo.