Anche la Sardegna è coinvolta nella maxi-operazione antidroga coordinata dalla Procura di Torino, che ha portato a perquisizioni e sequestri in diverse carceri italiane. Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino, insieme al Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Torino, stanno eseguendo perquisizioni all’interno di istituti penitenziari e abitazioni private in numerose province, tra cui Sassari.

L’inchiesta riguarda 116 persone indagate per traffico di stupefacenti e altri reati commessi all’interno delle carceri. Oltre alla Sardegna, le operazioni sono in corso nelle province di Torino, Alessandria, Biella, Vercelli, Cuneo, Savona, Imperia e Modena.

Droga in carcere: perquisizioni anche a Bancali

Secondo le prime informazioni, le perquisizioni a Sassari coinvolgono anche il carcere di Bancali. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il sistema con cui la droga veniva introdotta e distribuita dietro le sbarre, individuando eventuali complicità interne ed esterne.

Dall'inchiesta è emerso che all'interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino alcuni detenuti avrebbe avuto la disponibilità di numerosi telefoni cellulari, che sono stati individuati e messi sotto controllo dagli investigatori. I telefonini erano entrati nel carcere spesso con la collaborazione dei parenti dei detenuti o portati dagli stessi reclusi quando rientravano da permessi di uscita. I cellulari venivano utilizzati per mantenere i contatti non solo con i familiari, ma con persone che dall'esterno organizzavano come far entrare la droga nel carcere, dove c'era un vero e proprio traffico di stupefacenti, che veniva pagato con carte prepagate.

Nel corso delle indagini preliminari ci sono stati sequestri e arresti in flagranza di reato, con il ritrovamento di telefonini e droga nei penitenziari monitorati. Le indagini non hanno evidenziato specifiche responsabilità penali in capo a personale dell'amministrazione penitenziaria in servizio nelle carceri.