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Doveva essere una giornata di confronto e dialogo, lontano dai riflettori della propaganda politica, ma attendere l’arrivo della deputata di Fratelli d’Italia Barbara Polo, sabato mattina, una spiacevole sorpresa: nelle pareti del teatro “Oriana Fallaci”, a Ozieri, in cui l’esponente FdI avrebbe dovuto incontrare i giovani concittadini, sono apparse scritte ingiuriose e minacce rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nonché leader del partito. Informata dei fatti prima del suo arrivo, la deputata non ha desistito, confermando il suo impegno verso gli studenti del Liceo Classico Duca degli Abruzzi e presenziando all’assemblea che, pochi giorni prima, aveva visto protagonista anche la presidente della Regione, Alessandra Todde, come portavoce delle “donne nel mondo del lavoro e delle istituzioni” (questo il tema dell’incontro).
Un’occasione troppo stimolante, quindi, quella di poter incontrare gli studenti di Ozieri, che hanno subito preso le distanze dall’episodio accogliendo la concittadina a teatro e dando vita a un bel momento di scambio reciproco. Centinaia i messaggi di solidarietà a Barbara Polo, da colleghi, amici e familiari, una dimostrazione di affetto e un segno di forte di condanna di fronte all’ultima di una serie di iniziative che inquinano da tempo il confronto politico. Dopo un fine settimana turbolento, abbiamo contattato la deputata meloniana, che ha condiviso con noi le sensazioni contrastanti delle ultime ore.
Dall’emozione per l’opportunità di incontrare le giovani leve della sua città all’incredulità davanti alle scritte apparse sui muri del teatro. A distanza di giorni, come commenta questo episodio?
“Appena sono stata contattata per quanto successo, mi è stato chiesto se sarebbe stato il caso di rimandare. Ho detto: ‘Assolutamente no’, sarebbe stata una sconfitta, ma soprattutto volevo esserci per i ragazzi, che erano mortificati e dispiaciuti. Sono arrivata con un bel sorriso sulle labbra ed è stato bellissimo: uno degli incontri pubblici più belli ai quali ho partecipato. Un po’ perché partiva da questo sentimento di rivalsa a chi ha cercato di rovinarci la giornata, ma soprattutto perché i ragazzi hanno preparato domande intelligenti, erano attentissimi, non hanno perso un minuto e sono rimasti fino alla fine col teatro pieno. Sono contenta di essere andata e aver risposto alle domande, che non erano politiche; alla fine del dibattito era prevista una domanda su Ventotene, a cui non ho risposto nel rispetto di insegnanti e genitori che avevano mandato i giovani studenti all’incontro. Non c’è stata nessuna contestazione, quindi sicuramente questi vigliacchi non erano lì dentro. A distanza di giorni, ragionavo sul fatto che questi episodi si stanno moltiplicando. Sta passando un messaggio sbagliato e, salvo il Pd locale e quello regionale, non c’è stata nessuna presa di posizione. Continuano a chiederci di autoproclamarci antifascisti, ma davanti a queste azioni, a mio avviso molto fasciste, non intervengono. Da amministratore locale ho sollecitato il sindaco affinché organizzi un consiglio comunale, al quale vorrei che partecipassero anche i giovani. Sono serena, mi dispiace tantissimo che abbiano offeso il mio presidente del Consiglio a casa mia, dove non si erano mai viste queste cose. Andiamo avanti, non mi intimorisce né mi ferma, anzi, forse troverò molto più tempo per organizzare cose di questo genere”.
Tantissimi i messaggi ricevuti da colleghi e cittadini. Ce n’è qualcuno che le ha fatto particolarmente piacere, o al contrario qualche messaggio che si aspettava di ricevere e invece non è arrivato?
“Ho ricevuto tutto ciò che mi aspettavo di ricevere. Messaggi che ho apprezzato particolarmente, sicuramente, quelli di colleghi che non fanno parte del mio gruppo di maggioranza, ma che sono colleghi di lavoro con cui condivido giornate qui a Roma in commissione, ma soprattutto quelli di amici e parenti che si sono preoccupati e che hanno cercato di sorreggermi. Mio fratello, che non vive a Ozieri, quando ha letto queste scritte si è un po’ preoccupato. Ho spiegato loro che ero dispiaciuta, ma che sono serena e non sono intimorita, loro mi conoscono”.
Qualche ora prima, a Orgosolo, un murale su Alessandra Todde. Da tanti è stato recepito come un velato atto intimidatorio, vede analogie o li valuta come casi differenti?
“Non è bello. Non riesco a capire se l’intento sia intimidatorio o meno, ma esprime sempre questa sorta sentimento di imbrattare per poter dire qualcosa. Ci sono tante occasioni per dire quello che si pensa, dalle manifestazioni alle proteste nelle sedi adeguate. Alessandra, che per altro è una mia ex collega che io rispetto, anche se non condivido la sua linea politica e non vedo l’ora che vada a casa, frequenta luoghi dove può essere contestata, dove qualcuno può esprimere dissenso, e sono sicuro che risponderebbe. Quella non è satira: la fai nei giornali, nelle vignette, in spazi che lasciano intendere che sia tale. Quando si galleggia in un limbo fra minaccia e satira non mi piace. L’episodio in questione, sinceramente, non lo identifico esattamente come tale, però non escludo che ci possa essere anche qualche scemo dall’altra parte: gli scemi ce li abbiamo tutti”.
Cosa si sente di dire a concittadini ed elettori sardi in merito a questi episodi?
“Vorrei chiedere di abbassare i toni, a tutti i livelli. Se facciamo passare determinati messaggi i ragazzi non comprendono che non si tratta di tifoseria da stadio, di curva nord e sud, ma di condivisione di valori, progetti e pensieri. Abbiamo tantissimi problemi da risolvere: non possiamo perdere tempo a farci contrapposizioni che sono anacronistiche e che provengono da un periodo storico che, tuttalpiù, va ricordato per non ricaderci. Il confronto è non solo legittimo, ma anche auspicabile, spunto di crescita per tutti. Se arriviamo a questa maturità forse riusciremo a fare le cose nel modo giusto. Questo governo è legittimato dal voto popolare, piaccia o meno oggi è stato scelto questo, domani potrebbe essercene un altro”.