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E dire che di aneddoti e di storie di tanti cagliaritani ne ha da raccontare il barista-scrittore, Sandro Mascia, titolare del bar Caffè Barcellona, nel cuore della Marina. Ma quella del signore che si è messo a piangere davanti alla serranda del suo locale, in orario di chiusura, ha qualcosa che può accomunare chiunque e soprattutto, stavolta, non è da scrivere in nessun libro da pubblicare: “Può capitare a me, può capitare a tutti. Una separazione, perdita del lavoro, una depressione, un incidente stradale, possiamo morire, non lamentiamoci mai, perché la vita è un respiro, e tutto può succedere”.
Sandro Mascia, che di professione fa il barista e scrive libri, è un'icona del quartiere e stavolta racconta quanto è accaduto, un fatto che lo ha rattristito e che fa capire quanto, da un momento all'altro, dolorosi episodi possano cambiare la vita delle persone: “Stavo chiudendo ed è entrato un signore della mia età, sui cinquanta, ben vestito – scrive Mascia - siamo in chiusura gli ho detto. Mi fissava. La serranda era a metà. E questo mi fissava. "Ho detto che stiamo chiudendo..."Scusi ho fame ...è avanzato qualcosa da mangiare?"Prendo un panino, delle paste, una pizza che è avanzata, metto tutto in una busta e gliele porgo. "Mi scusi mi vergogno..."Comincia a piangere, ed esce. Esco fuori e gli metto la busta in una mano. "Prenda non si deve vergognare..." Continua a piangere. "Mi scusi ho perso tutto, lavoro, casa, tutto...grazie della sua generosità..."Si gira e si incammina a testa bassa verso via Roma. In quel momento, mi rivedo in quell'uomo. Può capitare a me, può capitare a tutti. Una separazione, perdita del lavoro, una depressione, un incidente stradale, possiamo morire, non lamentiamoci mai, perché la vita è un respiro, e tutto può succedere".