E' stata messa sotto scorta Bénédicte de Perthuis, la giudice del Tribunale di Parigi bersaglio di minacce dopo aver emananto la sentenza che condanna la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, a quattro anni di carcere, di cui due senza condizionale, con la possibilità di un braccialetto elettronico, e a cinque anni di ineleggibilità, con effetto immediato.

La candidata presidente è stata giudicata colpevole, insieme ad altri otto deputati, di appropriazione indebita di fondi pubblici nel processo sugli assistenti parlamentari al Parlamento europeo. "Una decisione politica", l'ha definita Le Pen affermando che "lo stato di diritto è stato totalmente violato dalla decisione, poiché il magistrato ha impedito il ricorso".

Da adesso, una pattuglia di agenti stazionerà dinanzi all'abitazione della magistrata. Bénédicte de Perthuis nei giorni scorsi è stata oggetto di ''numerosissimi messaggi minatori'', una situazione che ha indotto le forze di sicurezza a rafforzare la sorveglianza sotto la sua abitazione a Parigi. Il ministro della Giustizia, Géerald Darmanin, aveva definito ''inaccettabili in democrazia le minacce proferite ai magistrati del Tribunale di Parigi".