Marine Le Pen e otto eurodeputati del Rassemblement National sono stati giudicati colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici nel processo sugli assistenti parlamentari al Parlamento europeo. La leader del RN è stata condannata a quattro anni, di cui due senza condizionale, con la possibilità di un braccialetto elettronico, e a cinque anni di ineleggibilità, con effetto immediato.

"Faremo appello", ha annunciato il suo avvocato. Le Pen ha lasciato il tribunale di Parigi prima della lettura della sentenza, senza rilasciare dichiarazioni. Secondo Le Figaro, la leader di estrema destra è apparsa "visibilmente esasperata".

Il tribunale ha accertato un "sistema" illecito di contratti fittizi, come spiegato dalla presidente della corte Bénédicte de Perthuis: "Tutte queste persone lavoravano in realtà per il partito, il loro deputato non aveva affidato loro alcun compito". L’accusa ha stimato una frode da 2,9 milioni di euro ai danni del Parlamento europeo.

Dalla Russia, il portavoce di Putin ha parlato di "violazioni delle norme democratiche". Solidarietà anche da Viktor Orban, che su X ha scritto: "Je suis Marine!".

La sentenza rischia di segnare la carriera politica di Le Pen, che nelle scorse settimane aveva dichiarato: "La paura non fa superare il pericolo".