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“Stiamo mettendo l’America al primo posto”: lo ha detto il presidente Trump dal Rose Garden della Casa Bianca, dove ha annunciato nuovi dazi, aprendo di fatto una nuova stagione di tensioni commerciali.
A partire dal 5 aprile 2025, gli Stati Uniti introdurranno un dazio base del 10% su tutte le importazioni, con aliquote ancora più alte per diversi Paesi ritenuti “non reciprocamente equi” nei rapporti economici con Washington.
L’annuncio, definito dallo stesso Trump una “Dichiarazione di Indipendenza Economica”, rappresenta una mossa destinata a scuotere l’economia globale e a riaccendere lo spettro di una guerra commerciale su vasta scala.
Dazi mirati fino al 54%: colpite Cina, UE e altre potenze commerciali
Durante il suo discorso, il presidente Trump, mostrando una grande tabella, illustra degli esempi per sottolineare che gli Stati Uniti applicano solo un dazio del 2,4% sulle motociclette, mentre altri paesi hanno tariffe ben più elevate, fino al 60%. L'India raggiunge il 70%, il Vietnam il 75%, e ci sono nazioni che superano queste cifre. "Finora, gli Stati Uniti hanno mantenuto un dazio del 2,5% sulle automobili straniere. Al contrario, l'Unione Europea ci impone dazi superiori al 10% e ha l' IVA del 20%, molto più elevata".
Oltre al dazio base, la nuova politica prevede dazi differenziati per alcuni Paesi:
• Cina: 54% totale, considerando un precedente 20% e un nuovo 34% aggiuntivo.
• Unione Europea: 20%
• Giappone: 24%
• India: 26%
• Vietnam: 46%
• Taiwan: 32%
Inoltre, a partire da oggi, 3 aprile, entrerà in vigore un dazio del 25% sulle automobili importate, colpendo direttamente uno dei settori chiave del commercio transatlantico e asiatico.
Il presidente ha giustificato l’iniziativa come una necessaria risposta agli squilibri del commercio internazionale. “Stiamo finalmente mettendo l’America al primo posto”, ha dichiarato, sottolineando l’obiettivo di rilanciare la produzione interna, sostenere l’occupazione e tutelare l’industria nazionale.
Nel frattempo, l’Unione Europea ha annunciato la possibilità di contromisure, mentre la Cina ha condannato fermamente le tariffe, lasciando intendere una possibile escalation.
Gli esperti avvertono che le nuove tariffe potrebbero colpire soprattutto i consumatori e le aziende americane, alimentando l’inflazione e frenando la crescita economica. Secondo alcuni analisti, il rischio di recessione nei prossimi mesi non è da escludere.
Tuttavia, l’amministrazione Trump sostiene che i dazi rappresentano un incentivo a produrre in America, riducendo la dipendenza dalle importazioni e rafforzando l’economia interna.
Ecco la tabella con tutti i dazi (Casa Bianca)

