C’è ancora una speranza per i tifosi del Cagliari, residenti in Sardegna, di poter partire ed entrare allo stadio per assistere alla sfida salvezza con l’Empoli domenica 6 aprile.

La società del presidente Tommaso Giulini ha presentato questo pomeriggio un ricorso d'urgenza al Tribunale amministrativo regionale della Toscana contro il provvedimento del prefetto di Firenze, che ha vietato la vendita dei biglietti ai residenti in Sardegna per la partita.

Il Tar dovrebbe pronunciarsi entro il pomeriggio di domani, venerdì 4 aprile.

L’intervento del presidente Giulini, avvenuto ieri sera, è stato molto chiaro: “Il Cagliari proverà sino alla fine a fare di tutto per sbloccare la situazione e consentire ai tifosi rossoblù di seguire la loro squadra del cuore”.

I tifosi, quindi, continuano a sperare in una soluzione positiva che permetta loro di sostenere la squadra nella delicata gara contro l'Empoli.

Il del club toscano: "Non è di nostra competenza"

In merito alla vendita dei biglietti per la gara Empoli-Cagliari, il club toscano ha voluto chiarire la propria posizione con una nuova nota ufficiale. “Nella mattinata di ieri – si spiega – abbiamo appreso con stupore e rammarico quanto comunicato dal Cagliari calcio. Teniamo a ribadire, come già detto, che la nostra società ha agito tenendo conto prima della raccomandazione dell'Osservatorio nazionale del 25 marzo e, in seguito, della richiesta del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive di rimandare la decisione, sentito anche il questore, al prefetto di Firenze.”

Il prefetto di Firenze, al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ha vietato la vendita dei biglietti a tutti i residenti in Sardegna. “Una decisione anticipataci in precedenza e di cui eravamo già a conoscenza, e, ci teniamo a precisare – prosegue il club – non di stretta competenza dell'Empoli.”

Il club empolese ribadisce il suo impegno verso la collaborazione con le autorità competenti, garantendo che l'accoglienza del tifoso ospite nel proprio stadio non è mai venuta meno. “Mai la nostra società metterà in atto una discriminazione territoriale”, concludono.