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International airport terminal. Asian beautiful woman with luggage and walking in airport
Un italiano su 4 si prepara a partire per un viaggio durante i ponti di primavera, con una predominanza dei giovani che puntano principalmente verso le grandi città o le località marine in questo periodo dell'anno. Questo emerge da un'indagine condotta dall'Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori) sui ponti di Pasqua, del 25 aprile e del 1 maggio, i quali coincidono quest'anno e sono stati anticipati dall'ANSA. Non mancano coloro che preferiscono dirigere i loro passi verso piccoli borghi, una scelta che sorprendentemente attrae particolarmente i ragazzi. La Sicilia si posiziona al vertice come meta più ambita, seguita a stretto giro da Toscana e Campania.
La durata media della vacanza sarà di 2-4 giorni, ma si prevede un prolungamento per i più giovani. Uno su dieci tra coloro che non partiranno per un viaggio, sceglierà di trascorrere del tempo con i parenti, considerando questa un'opportunità di mini-vacanza a basso costo, specialmente in direzione Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia. Dopo i ponti, la prospettiva di una vacanza estiva coinvolgerà il 40% degli italiani, i quali opteranno (come tradizione vuole) per una destinazione marittima. Il fattore determinante nella scelta sarà soprattutto il prezzo, più ancora del tempo, soprattutto per i giovani.
Udicon: "Il turismo rischia di diventare un lusso"
"I dati - dice Martina Donini, presidente nazionale di Udicon - confermano quanto il carovita stia impattando sulla capacità di spesa delle famiglie. Solo un italiano su quattro potrà permettersi un viaggio per il ponte lungo di Pasqua, mentre la maggioranza è costretta a rinunciare o a rimandare per motivi economici. Il turismo dovrebbe essere alla portata di tutti e non diventare un lusso, ma i numeri raccontano una situazione ben diversa".
"Colpisce - aggiunge - il dato sull'aumento di interesse per i piccoli borghi, in particolare tra i giovani (22%), un segnale di come le nuove generazioni stiano riscoprendo un turismo più culturale, autentico e sostenibile. Guardando oltre il ponte, il 42% degli italiani ha già programmato una vacanza estiva, ma il 38% non partirà, con un 20% ancora incerto. Anche qui il peso economico della vacanza gioca un ruolo chiave: il 55% indica il prezzo come il principale fattore di scelta o rinuncia. Questo significa che per molti, la vacanza resta un privilegio e non una libera scelta".
"Viaggiare non è solo svago, ma un momento essenziale per il benessere sia mentale che sociale. Ogni individuo dovrebbe avere la possibilità di staccare dalla routine e recuperare energie per vivere più felicemente. Un calo delle partenze poi, non incide solo sulla qualità della vita delle persone ma ha anche ripercussioni economiche rilevanti. Meno viaggiatori significano meno entrate per il settore ricettivo, per i servizi turistici e per le economie locali che dipendono fortemente dal turismo. Un turismo più accessibile non è solo una questione di diritto al riposo ma anche di crescita economica" conclude.